Showcase: Jevgenija Bitter

Jevgenija Bitter was born in Riga (Latvia) but she currently lives in London. In 2008 she studied Graphic Design at International Higher School of Practical Psychology and she is a photographer since 2007.

Interviewed by Chiara Costantino
 

[Scroll down for Italian translation] 

Hi Jevgenija! How did you come to photography?

I was always attracted by visual art, since I can remember. Everything visual has always transferred me to a different reality or immersed myself in fairy tales,  this got my sincere admiration. Perhaps in time I wanted to tell my own stories and  I chose the path of photography and digital arts.

Are there photographers who influenced you?

Any talented human being can easily inspire me, and therefore affects on my work. For me all people are geniuses, just not everyone of them knows about it. If we talk about photographers, of course I can name Alexander Rodchenko, Eugenio Recuenco, Erwin Olaf. For me they are demigods.

Your picture “Martele” reminds me of Man Ray’s “Ingres’s Violin” (1924). Is it a tribute? I’m struck also by “The Pilgrims”  because it seems to evoke human fears, as Hitchcock did in “The Birds” (1963).

“Martele” was a collaboration work with photographer Ilya Falchevsky, this work was done as an order from a client. I am ashamed to admit it, but before we made that work and until it was published in wide circles, we did not know about this great work of Man Ray, we were incredibly flattered by a comparison with him.  “The Pilgrims” tells about one of my last days spent in my native city Riga, before moving to London. This was a mystical and very important moment of my life, and sure for me the photo is about the fear of changes. Amazing that in such a dramatic moment everyone of us has a chance to think of his own fear, and Hitchcock, of course, is one of my favourites.

On your site you define your works as “trash-art-photography”. Why?

“Trash Art Photography” because  I see modern art like that, a lot of what was created in our days, built on momentary emotions, less and less it is monumental beauty, rarely it is something you would want to see again and again… therefore, tons of pictures lit up and fade away. Nobody said the word “trash” had a bad meaning, if my portraits give emotion here and now to whom loves my works, it is a beautiful Trash. 

 Analogue or digital?

Analogue photography is something fantastic, definitely a different atmosphere and feeling of space. But in practice, of course, the digital is better, but even on digital I’m trying to give so much an analog form.

Are you interested in other forms of art besides photography?

I am in love with life and with all she can give us, so I am interested in all forms of art, cinema, design, painting, literature. I have some ideas to deep in the creation of video, and sure I am practicing in collages and sketchbook making.

You come from Riga but you live in London: what important differences can you find between these cities? How does this affect your art?

I love Riga and I have managed to fall in love with London. Two very different cities with different breath and rhythm of urban life. I love faces of London, they are so different, make me think and inspire on new ideas. Opportunities and new inspiration, this is what lured me to this great foggy city. No affect on my works yet, but I’m patiently waiting for this great moment.

You realized two different portraits’ galleries, “Female” and “Male”. Why?

Men and women for me are beings from different planets, and I feel and see them in different ways, it is possible that I had desire to separate brutal from tender, and perhaps I still desire to do not mix these two different worlds.

Do you pose people?

I adore selfportrait making, it is an amazing adventure for me to be the generator of an idea and the incarnation of it as a model. I posed few times in collaboration works with Ilya Falchevsky.

What is photomanipulation for you?

Photomanipulation is surreal digital dimension totally free for making anything you want, and you build it from real things in our normal life, creating your own reality.

What are your goals as an artist?

I have huge passion for what I am doing and I don’t want to stop, that is my main goal, to create until I am breathing. Pragmatism seems to fly away when I create my works. I become very happy just being myself, being an artist and having creativity flow through me. I believe that we are channels for something greater than we are, I manifest that every time through my art.

More of Jevgenija Bitter’s work here

(Images © Jevgenija Bitter)

**Italian Translation**

by Chiara Costantino
 

Jevgenija Bitter è nata a Riga (Lettonia) ma al momento vive a Londra. Nel 2008 ha studiato Design Grafico presso la International Higher School of Practical Psychology ed è una fotografa dal 2007. 

Ciao Jevgenija! Come sei arrivata alla fotografia?

Sono sempre stata attratta dall’arte visiva, da quando posso ricordare. Qualsiasi cosa di visivo mi ha sempre trasportato in una realtà differente e mi ha immerso in storie fiabesche, ciò otteneva la mia più sincera ammirazione. Forse nel corso del tempo volevo raccontare le mie storie e ho scelto il cammino della fotografia e delle arti digitali.

Ci sono fotografi che ti hanno influenzato?

Qualsiasi essere umano di talento può facilmente ispirarmi, e perciò influenzare il mio lavoro. Per me chiunque è un genio, è solo che non tutti lo sanno. Se parliamo di fotografi, certo posso citare Alexander Rodchenko, Eugenio Recuenco, Erwin Olaf. Per me sono semidei.

La tua fotografia “Martele” mi ricorda “Il violino di Ingres” (1924) di Man Ray. E’ un tributo? Sono colpita anche da “The Pilgrims” perché sembra evocare le paure umane, come fece Hitchcock in “Gli Uccelli” (1963).

Martele” è stata una collaborazione con la fotografa Ilva Falchevsky, questo lavoro è stato realizzato come commissione da parte di un cliente. Mi vergogno di ammetterlo, ma prima che realizzassimo quel lavoro e finché non è apparso in giro, non sapevamo di questa grande opera di Man Ray, siamo state incredibilmente lusingate dal paragone con lui. “The Pilgrims” racconta di uno dei miei ultimi giorni trascorsi nella mia città natale, Riga, prima di trasferirmi a Londra. Era un momento mistico e molto importante della mia vita, e di certo per me la foto riguarda la paura dei cambiamenti. E’ stupefacente che in momenti drammatici come questi, ognuno di noi abbia una possibilità di riflettere sulle proprie paure, e Hitchcock, di sicuro, è uno dei miei preferiti.

Sul tuo sito definisci i tuoi lavori come “fotografia d’arte spazzatura”. Perché?

Fotografia d’arte spazzatura” perché vedo l’arte moderna in questo modo, un sacco di ciò che è stato realizzato ai nostri giorni, costruito su emozioni del momento, sempre meno è bellezza monumentale, di rado è qualcosa che vorresti rivedere ancora e ancora… perciò, tonnellate di foto salgono alla ribalta e poi decadono. Nessuno ha stabilito che la parola “spazzatura” abbia un significato negativo, se i miei ritratti danno emozione sul momento a chi ama i miei lavori, è una spazzatura meravigliosa.

Analogico o digitale?

La fotografia analogica è qualcosa di fantastico, di certo un’atmosfera e una percezione dello spazio diverse. Ma nella pratica, di sicuro, il digitale è migliore, ma anche con il digitale tento di dare una forma più analogica.

Ti interessano altre forme d’arte, oltre la fotografia?

Sono innamorata della vita e di tutto quel che può darci, così mi interesso di tutte le forme d’arte, cinema, design, pittura, letteratura, ho alcune idee nella creazione di video, e sicuramente mi sto esercitando nei collage e nella realizzazione di album di schizzi.

Vieni da Riga ma vivi a Londra: che differenze sostanziali puoi rintracciare tra queste due città? Ciò come influenza la tua arte?

Amo Riga ma sono riuscita a innamorarmi di Londra. Due città molto diverse con respiri e ritmi di vita urbana diversi. Amo gli aspetti di Londra, sono così differenti, mi fanno riflettere e ispirano nuove idee. Opportunità e nuova ispirazione, questo è quel che mi tenta di questa grande città nebbiosa. Ancora nessuna influenza sui miei lavori, ma sto aspettando con pazienza questo grande momento.

Hai realizzato due diverse gallerie di ritratti, “Femminile” e “Maschile”. Perché?

Uomini e donne per me sono esseri che vengono di pianeti diversi, e li percepisco e li vedo in modi diversi, è possibile che abbia desiderato separare il brutale dal tenero, e forse ancora desidero non mescolare questi due mondi diversi.

Metti in posa la gente?

Adoro realizzare autoritratti, è un’avventura eccezionale per me essere la creatrice di un’idea e l’incarnazione di essa come modella. Ho posato alcune volte in collaborazioni con Ilva Falchevsky.

Cos’è per te la fotomanipolazione?

La fotomanipolazione è una dimensione digitale surreale, totalmente libera per fare tutto ciò che vuoi, e la costruisci da cose reali nella nostra vita normale, creando la tua realtà personale.

Quali sono i tuoi obiettivi come artista?

Ho una passione enorme per ciò che sto facendo e non voglio fermarmi, questo è il mio obiettivo principale, creare finché respiro. Il senso pratico sembra volare via quando creo le mie opere, divento molto felice essendo semplicemente me stessa, essendo un’artista e sentendo la creatività che scorre attraverso di me. Credo che siamo canali per qualcosa di più grande di ciò che siamo, lo manifesto ogni volta attraverso la mia arte.


Comments
One Response to “Showcase: Jevgenija Bitter”
Trackbacks
Check out what others are saying...
  1. [...] Photography by Jevgenija Bitter ~ Fluster Magazine [...]



Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

    Follow

    Get every new post delivered to your Inbox.

    Join 1,664 other followers

    %d bloggers like this: