Reportage: We are here

Text and photographs © by Fiona Essex

[Scroll down for Italian translation] 

People coming together on our streets to protest peacefully – to protest against the cuts that the government is pushing forward with. To protest against greed. And to protest to keep our public services. It’s been happening all over the country, all over the world in 2011 and it is an ongoing process of questioning and challenging the ‘powers that be’.  

We are here – is about standing up for our communities rather than let them be hollowed out into empty shells of commerce. Not another empty office block instead of the desperately needed places for young people, the elderly, mothers, children, anyone, to come together and do stuff together. 

‘We are Here’ captures the diversity of people taking part in marches, protests and at the recent Occupy Assemblies. The work gives evidence of how people can come together peacefully by focusing on unspectacular yet engaged moments and to grasp something about solidarity that defies an easy interpretation. The work spans from 2009 to 2012, in and around London.

The march is also saying there are other possibilities, but unless we say there is another way, people won’t know. People are a bit scared to stick their head above the parapet, but if they see others walking they will think they can too.” (Bryn Truscott, Chairman Redhill Coalition Against Cuts)

As a citizen I am concerned about what is going on in our society but previously only saw marches and demonstrations on TV or reported about in the newspaper – I did not actually have the experience of participating. In everyday life I felt more and more the lack of connection between ordinary people and the workings of politics. Through this project I set out to better understand why individuals are coming together to bear witness and challenge what is happening in our country and to our world. 

I wanted to be part of this and experience it directly – why do people stand for so much more than themselves and care about wider issues, bigger than just their individual experiences?

This series focuses not on the placards and banners, which are often the focus of reporting, but on the presence of individuals within these gatherings.

I aim to capture something about the motivation and commitment of people who do not accept the way things are: whether this is the way we damage our environment or how we end up treating the most vulnerable in our society without respect.

These images aim also to capture a sense of the urgency felt, and why many stand together and say, “We are Here”.

Fiona Essex is a photographer born 1978 in Zurich. After several years working as a screen printer in Switzerland she graduated with BA (Hons) in Documentary Photography from University of Wales, Newport in 2007. Currently she lives in Surrey, South East England and continues to work on self-initiated, long term documentary projects that focus on global issues (social, political, economic and environmental) within the everyday environment.

More of Fiona Essex’s work here

**Italian Translation**

by Chiara Costantino
 

Persone che si uniscono per le nostre strade per protestare in maniera pacifica – per protestare contro i tagli che il governo sta portando avanti. Per protestare contro l’avidità. E per far sì che i servizi pubblici siano mantenuti. Sta succedendo in tutto il paese, in tutto il mondo nel 2011 ed è un processo continuo di interrogazione e di sfida dei “poteri occulti”. Siamo qui – significa resistere per le nostre comunità piuttosto che lasciarle prosciugare fino a diventare gusci vuoti dell’economia. Non un altro quartiere di uffici deserti invece di luoghi disperatamente necessari per i giovani, gli anziani, le madri, i bambini, chiunque, per unirsi e per fare qualcosa insieme.“We are Here” ritrae la diversità delle persone che prendono parte alle marce, alle proteste e alle recenti assemblee di Occupy. Il lavoro dà prova di come la gente possa unirsi pacificamente, focalizzandosi su momenti ordinari eppure impegnati e catturando qualcosa sulla solidarietà che va ben oltre un’interpretazione semplicistica. Il progetto copre un arco di tempo dal 2009 al 2012, a Londra e dintorni. “La marcia è anche affermare che ci sono altre possibilità, ma fintanto non diciamo che c’è un altro modo, le persone non lo sapranno. La gente è un po’ spaventata di sporgere la testa al di sopra della balaustra, ma se vede altre persone marciare, penserà che anche lei può farlo” (Bryn Truscott, presidente della Coalizione Redhill contro i tagli) Come cittadina, seguo con attenzione ciò che sta accadendo nella nostra società ma in precedenza avevo solo visto marce e manifestazioni in tv o riportate sui quotidiani – non avevo in verità fatto l’esperienza di parteciparvi. Nella vita di tutti i giorni sentivo sempre di più la mancanza di relazione tra la gente comune e il lavoro dei politici. Attraverso questo progetto, ho intenzione di capire meglio perché i singoli si stanno riunendo per portare testimonianza e affrontare ciò che sta accadendo nel nostro paese e nel nostro mondo. Desideravo essere parte di questo e sperimentarlo di persona – perché le persone lottano per molto più di se stessi e si preoccupano di problemi più vasti, più grandi delle loro esperienze individuali?Questa serie si focalizza non sui manifesti e i cartelloni, che sono spesso il centro della cronaca, ma sulla presenza di singoli all’interno di queste adunanze.Il mio scopo è ritrarre qualcosa sulla motivazione e il coinvolgimento della gente che non accettano che le cose stiano così: sia che riguardi come danneggiamo il nostro ambiente, sia come finiamo per considerare senza alcun rispetto i più deboli nella nostra società. Queste immagini mirano anche a rendere il senso di un’urgenza percepita, e perché molti stiano insieme e dicano “noi siamo qui”. 

Fiona Essex è una fotografa nata nel 1978 a Zurigo. Dopo diversi anni di lavoro come serigrafa in Svizzera, ha conseguito una laurea di primo livello (con lode) in Fotografia Documentaria presso l’Università del Galles, Newport nel 2007. Attualmente vive nel Surrey, Sud Est dell’Inghilterra e continua a lavorare a progetti documentari indipendenti a lungo termine che si concentrano su problemi globali (sociali, politici, economici o ambientali) all’interno dell’ambiente quotidiano.

 

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